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ico title sx Presunti abusi sessuali nella comunità spirituale di Campli: parla ancora una delle vittime ico title dx

Attualità
Cronaca

Si è tenuta questa mattina una nuova udienza per il processo a carico della comunità Umani in divenire

Una nuova udienza si è svolta presso il Tribunale di Teramo per il processo a carico di Pietro Tamburella e Valeria Ficarra, presidente e segretaria della comunità spirituale di Campli "Umani in divenire", imputati per violenza sessuale nei confronti di 11 donne, tutte costituite parte civile. Le persone offese sono rappresentate dai legali del CeSAP – Centro Studi sugli Abusi Psicologici – Paolo Florio e Donatella Casini. Le vittime si sono rivolte all’associazione, con sede in provincia di Bari e presieduta dalla psicologa Lorita Tinelli, che da anni si occupa della prevenzione e del contrasto agli abusi su tutto il territorio nazionale.

Tamburella e Ficarra, difesi dagli avvocati Giampaolo Magnanimi e Lauro Tribuiani, sono stati rinviati a giudizio su richiesta del sostituto procuratore Silvia Scamurra. Secondo l’accusa, in concorso tra loro avrebbero attuato “un collaudato schema comportamentale in cui rituali pseudo-religiosi dissimulavano vere e proprie aggressioni di natura sessuale”.

Nel corso dell’udienza di questa mattina, si è proceduto con la fine dell'esame di una delle parti offese, che ha reso una intensa testimonianza durata circa due ore e mezza. La donna ha ripercorso la sua esperienza nei particolari, riferendo di una presunta violenza sessuale per induzione.

In particolare, ha raccontato che, in una notte specifica, sarebbe stata indotta a subire atti sessuali dopo essere stata sottoposta, per cinque giorni consecutivi, a digiuno forzato e privazione del sonno, ritrovandosi così in una condizione di estrema debolezza psicofisica. L’episodio, avvenuto in due momenti distinti nell’arco della stessa notte, sarebbe stato presentato dai due imputati come un “rituale”, accompagnato da profumi intensi, tra cui l’incenso. La sera successiva la vittima avrebbe fatto ritorno nella sua città, cercando di contattare il proprio avvocato intorno alle 23:25.

Durante la stessa udienza sono stati escussi anche due testimoni citati dal pubblico ministero, persone vicine alla vittima, che hanno riferito di aver notato un drastico cambiamento emotivo nella donna nei giorni successivi al presunto abuso. In particolare, hanno raccontato che appariva profondamente scossa. Una testimone ha riferito inoltre di averla invitata al proprio matrimonio, ma la donna, senza fornire spiegazioni, non si era presentata.

Le testimonianze raccolte puntano ad avvalorare la tesi dell'accusa, dimostrando come, dopo la notte in questione, la vittima abbia manifestato segni evidenti di un forte turbamento.

La prossima udienza è fissata per maggio, quando saranno escusse altre tre persone offese. Le vittime sarebbero state scelte proprio in base alle “condizioni di vulnerabilità fisicopsichica” in cui si trovavano e sarebbero state adescate “abilmente in internet attraverso una piattaforma denominata TARDIS”, come riportato negli atti.

L’impianto accusatorio fa riferimento a numerosi episodi: molti adepti avrebbero donato ingenti somme di denaro per sostenere la comunità, mentre altri hanno raccontato di violenze subite dopo aver disobbedito a ordini come “ostentare il preteso sorriso”. Alcune punizioni inflitte, secondo l’accusa, avrebbero avuto lo scopo di instillare un atteggiamento di soggezione e sottomissione nelle vittime.

 

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