Bandiere, cartelli, slogan e cori: cittadini, sindacati e l'opposizione contro l'aumento delle tasse
Slogan contro l’aumento dell’Irpef e cartelli con scritto “Marsilio dimettiti” hanno accompagnato la mobilitazione che ha progressivamente riempito la piazza antistante l’Emiciclo, all’Aquila, in occasione della discussione in Consiglio regionale sugli aumenti dell’addizionale Irpef.
Alla protesta hanno preso parte cittadini, sigle sindacali, associazioni di categoria ed esponenti politici dell’opposizione. Presenti anche i consiglieri comunali di minoranza del Comune dell’Aquila, giunti con un lungo striscione recante la scritta: “La destra delle tasse”.
Centinaia di manifestanti sono riusciti a entrare nella sala del Consiglio regionale dell’Abruzzo, occupata sin dalle prime ore del mattino dalle forze di opposizione. Dopo una breve resistenza da parte degli uscieri, l’ingresso in aula è stato consentito. Una volta riempita la sala, i manifestanti hanno intonato slogan, cori e richieste di dimissioni rivolte al presidente della Regione Marco Marsilio e ad altri membri della Giunta. A un certo punto, si è levato anche il canto corale di “Bella ciao”.
“Vi ringrazio per essere qui e vi invito a restare in aula per impedire questi aumenti che tanto peseranno sui cittadini di questa regione”: è con queste parole che il consigliere regionale Luciano D’Amico, in rappresentanza delle forze di opposizione, si è rivolto alla folla.
Durante il suo intervento, D’Amico ha rivolto critiche severe alla gestione della sanità e della fiscalità regionale, evidenziando che, nonostante un budget annuo di 2,8 miliardi di euro, i cittadini abruzzesi sono costretti a rivolgersi a strutture fuori regione o a sopportare lunghi tempi di attesa per ricevere cure.
Ha denunciato l’aumento al massimo dell’addizionale regionale Irpef, sottolineando come i maggiori introiti non siano stati accompagnati da un adeguato miglioramento dei servizi. Secondo D’Amico, “una parte delle risorse è stata destinata a finanziamenti secondari, come circoli sportivi, invece che alla sanità”.
Il consigliere ha anche evidenziato il divario con altre regioni, come l’Emilia-Romagna, che riescono a offrire molti più servizi con risorse analoghe. Ha contestato inoltre la giustificazione dell’aumento delle tasse con il caro energia, facendo notare che “i cittadini già pagano bollette elevate”.
“La gestione della sanità regionale – ha dichiarato – somiglia a quella di un condominio, dove a fine anno si dividono i costi, senza una vera programmazione. Per questo ci opponiamo all’aumento delle tasse e pretendiamo una gestione più efficiente”.
Infine, D’Amico ha annunciato pubblicamente il rifiuto dell’opposizione di partecipare alla seduta del Consiglio nella Sala Ipogea, scelta come sede alternativa dopo l’occupazione dell’aula consiliare:
“Restiamo qui per due motivi – ha spiegato – Primo, perché la Sala Ipogea è presidiata dalle forze dell’ordine e non vogliamo trovarci in contrapposizione con altri lavoratori. Secondo, perché è importante legittimare la protesta di tutte queste persone che oggi si sono mobilitate”.
Solo una delegazione, guidata dal consigliere del PD Pierpaolo Pietrucci, ha deciso di raggiungere la Sala Ipogea.