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ico title sx Il piano antenne a Teramo? Esiste dal 2013 ma «l'Amministrazione lo ignora» ico title dx

Attualità
Cronaca

Nel frattempo sbucano antenne nelle frazioni: l'ultima a Collettarrato. Rudy Di Stefano: "Facciamo chiarezza"

Da un paio di giorni a Colleatterrato Basso è sbucata una nuova antenna che ha destato non poco stupore tra i residenti, ignari di tutto. Diverse sono le segnalazioni che ci sono arrivate. Al riguardo è intervenuto anche l'ex assessore Rudy Di Stefano rivolgendosi in particolare all'attuale assessore all'ambiente Graziella Cordone, ricordando che esiste da 12 anni un piano antenne che sembra tuttavia essere ignorato. Si legge nella nota:

In merito alle polemiche sollevate in questi giorni riguardo alle numerose installazioni di antenne di telefonia mobile, sento il dovere di intervenire sull’argomento, essendo stato – ad oggi – il primo e unico Assessore della nostra Città ad aver affrontato concretamente l’argomento dell’elettrosmog. Un impegno che portò, nella seduta del Consiglio Comunale del 9 aprile 2013, all’approvazione del regolamento per le stazioni radio base di telefonia mobile, comunemente noto come “piano antenne”.

Ritengo utile condividere alcuni elementi fondamentali che possano arricchire il dibattito e, soprattutto, offrire chiarezza a chi oggi amministra e, evidentemente, non ha mai letto il regolamento tuttora in vigore.

Va premesso che la normativa sovracomunale che disciplina l’installazione delle antenne è fortemente sbilanciata a favore dei gestori, riducendo di molto i margini d’azione degli enti locali. Proprio per questo, durante la redazione del piano antenne, mettemmo in campo ogni azione possibile per tutelare la salute dei cittadini, anche affrontando scontri importanti con le lobby e gli interessi legati al settore.

Il piano, redatto allora e ancora valido, fu costruito insieme ai cittadini, prima ancora che con i gestori. I cittadini parteciparono attivamente alla sua stesura, presentando osservazioni preziose: un autentico esempio di democrazia partecipata, tanto spesso richiamata dall’attuale Amministrazione ma mai realmente applicata.

Il piano – di cui fui relatore – fu approvato all’unanimità in Consiglio Comunale e vieta in modo esplicito l’installazione di nuove antenne su proprietà comunali. Prevedendo già allora una rapida evoluzione della tecnologia (all’epoca, ad esempio, il 5G non esisteva), inserimmo l’obbligo per l’Amministrazione di aggiornare annualmente il piano in Consiglio Comunale, insieme ai piani di sviluppo presentati dai gestori, che il Comune deve sollecitare ogni anno.

Ricordo a tutti – in particolare all’attuale Assessore all’Ambiente – che il piano approvato nell’aprile del 2013 è tuttora in vigore.

Purtroppo, molte delle disposizioni contenute nel regolamento non sono mai state attuate dall’attuale Amministrazione, rendendola di fatto inadempiente rispetto a quanto previsto. A titolo esemplificativo:

L’articolo 10 prevede che i gestori presentino annualmente i propri piani di sviluppo.
L’articolo 17 stabilisce la costituzione di un tavolo istruttorio intersettoriale, presieduto dal Dirigente dell’Ufficio Ambiente e composto da rappresentanti di SUAP, Urbanistica e Patrimonio, incaricato di esaminare i piani di sviluppo e predisporre l’eventuale revisione del regolamento.
L’articolo 18 istituisce il catasto delle antenne, con la pubblicazione accessibile a tutti i cittadini delle installazioni presenti sul territorio.
L’articolo 21 prevede l’albo dei tecnici misuratori, che ogni anno devono eseguire controlli a sorpresa per monitorare i campi elettromagnetici.
Gli articoli 22 e 23 introducono strumenti concreti di partecipazione cittadina, tra cui una casella di posta elettronica dedicata, che – se la memoria non mi inganna – era: pianoantennepartecipato@comune.teramo.it.
Questi sono solo alcuni degli elementi contenuti nel piano, frutto di un lavoro condiviso con gli uffici, i consiglieri comunali e, soprattutto, i cittadini. Un lavoro che ha consentito di comprendere le loro preoccupazioni e definire un modello partecipativo e trasparente.

Concludo ricordando che, in attesa di una sua eventuale revisione, il piano approvato nell’aprile 2013 è pienamente vigente. Pertanto, rivolgo alcune domande puntuali al Sindaco e all’Assessore competente:

Sono stati richiesti e pubblicati annualmente i piani di sviluppo dei gestori?
È mai stato convocato il tavolo istruttorio intersettoriale, come previsto dal regolamento?
Il catasto delle antenne è aggiornato e facilmente consultabile dai cittadini?
Sono stati effettuati i controlli annuali a sorpresa e pubblicati i relativi report?
La casella di posta elettronica dedicata alla partecipazione è ancora attiva? E gli strumenti di democrazia partecipata sono ancora in funzione?

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