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ico title sx Giallo di Fabiana. Confermato l’indagato, i carabinieri: “Scenario omertoso” ico title dx

Attualità
Cronaca

L’indagato è un uomo, albanese di 50 anni, strettamente riconducibile alla tragica vicenda

VIDEO DELLE INDAGINI
Le indagini sulla morte di Fabiana Piccioni proseguono. Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso il comando provinciale dei carabinieri di Teramo, alla presenza inoltre del procuratore Ettore Picardi, sono state illustrate le novità già anticipate questa mattina, che concentrano in modo particolare l’attenzione su un indagato. 

Un’indagine definita “complessa”, condotta in un contesto descritto come “poco collaborativo, al limite dell’omertà”.

Fondamentali, per ricostruire i fatti, sono stati i dati scientifici, i tabulati telefonici e una fitta rete di testimoni ascoltati subito dopo il rinvenimento del corpo. Secondo quanto ricostruito, tra la data della morte presunta e quella del ritrovamento del cadavere sarebbero trascorsi circa sei o sette giorni. “Chi ha operato ha avuto tutto il tempo per far disperdere le prove – ha sottolineato il Colonnello Saccone, comandante del comando provinciale – rendendo così il lavoro investigativo molto più difficile”.

Un ruolo chiave lo hanno avuto le escussioni di persone ritenute centrali nel contesto investigativo. Alcune di queste si sarebbero contraddette su aspetti rilevanti, cercando di fuorviare gli inquirenti e di spostare l’attenzione dalle proprie responsabilità, anche solo per evitare di far emergere altri reati.

L’attività investigativa ha condotto a un primo importante risultato: è stato individuato un soggetto di circa 50 anni, fortemente indiziato per spaccio di stupefacenti, morte come conseguenza di altro reato e tentato occultamento di cadavere. Il provvedimento odierno trae origine dalle contraddizioni fornite dallo stesso indagato, che dopo i fatti era partito per l’Albania, suo Paese di origine. Altri elementi, emersi nel corso delle perquisizioni effettuate, rafforzano il quadro investigativo a suo carico e fanno ritenere possibile, al contempo, il coinvolgimento di ulteriori soggetti.

L’elemento fondamentale è stato l’esito parziale delle analisi genetiche che hanno confermato il ritrovamento di DNA.

L’uomo oggi indagato si trova attualmente in Italia. Dai riscontri investigativi risulta essere stato l’ultimo ad avere contatti con Fabiana e anche l’ultima frequentazione nota della vittima. “Non escludiamo il coinvolgimento di altre persone – è stato ribadito – abbiamo ascoltato oltre 70 testimoni”.

Tra i numerosi elementi raccolti, un lavoro paziente e accurato ha permesso di ricostruire attraverso la video sorveglianza, seppur con difficoltà e con immagini poco nitide, i movimenti dei giorni immediatamente precedenti alla morte di Fabiana.

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