Il Gip di Pescara ha archiviato il procedimento: nessuna condotta pericolosa
Il Tribunale di Pescara ha disposto l'archiviazione del procedimento sulle presunte irregolarità nella gestione dell’impianto di risalita "La Madonnina" di Prati di Tivo, che aveva coinvolto il custode giudiziale Marco Finori, rappresentato dall'avvocato Gianni Falconi. L'inchiesta, avviata dalla Procura di Teramo e poi trasferita a Pescara, era nata da presunte false attestazioni sulla data di alcuni interventi tecnici, che avevano portato al sequestro preventivo degli impianti il 17 giugno 2023, a poche ore dalla riapertura. Sequestro poi revocato in tempi record tre giorni dopo, grazie alla procedura messa in campo dall'avvocato Falconi .
Le indagini hanno dimostrato che i lavori erano stati effettivamente svolti, anche se con qualche giorno di anticipo rispetto alla data dichiarata. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Pescara ha ritenuto che questa discrepanza fosse irrilevante e non abbia mai rappresentato un pericolo per la sicurezza dell’impianto. Anche la Procura di Teramo aveva già valutato la questione, escludendo qualsiasi rischio e revocando di fatto il sequestro preventivo della struttura.
Di conseguenza, il GIP ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero di Pescara, disponendo l’archiviazione del procedimento perché il fatto non sussiste. La decisione conferma che la gestione dell’impianto non ha mai compromesso la sicurezza e che l’operato di Marco Finori, in qualità di gestore e custode giudiziale, non ha mai rappresentato un pericolo per il funzionamento della seggiocabinovia.